I sette libri che il Capitano vi consiglia di portare con voi sotto l’ombrellone
Ascoltatori di InsideOut, benritrovati!
È con profonda gioia e affetto che risalgo a bordo di questo blog, è con piacere che ritorno per condividere alcuni consigli di cui potrete beneficiare in qualunque occasione, soprattutto nell’eventualità di una vacanza rilassante o di un weekend sgombro da affaticamenti.
Sto parlando di libri, queste meraviglie che rendono le giornate degne di essere concluse o iniziate. Riprendendo la vecchia abitudine, per “Do not disturb I’m reading” cercherò di convincervi che questi libri valgono la pena di essere letti. Pronti? Sette titoli imperdibili vi attendono!
1) “Perdersi” di Lisa Genova
Un romanzo straordinario lo si riconosce dalla credibilità affondata di pagina in pagina nel cuore del lettore senza sciupare mai il senso di incredibile che ogni buon libro conserva in sé. Lisa Genova è una neuro scienziata americana che ha deciso, ormai anni fa, di raccontare una storia che molti avrebbero trovato del tutto nuova, quella del morbo d’Alzheimer, che colpisce circa 116.000 persone con diverse forme di gravità. Un fantasma dell’anima che lentamente scolorisce i ricordi rendendo invisibili gli affetti e inutili le passioni, stravolgendo con impeto eversivo tutto ciò che la protagonista, Alice, è riuscita a costruire nel tempo: una laurea prestigiosa in linguistica forense, una famiglia, un matrimonio perfettamente funzionante. Perché lo consiglierei in un’occasione di festa come potrebbe essere una vacanza? Perché con il distendersi delle ore e delle giornate le spennellate descrittive del deterioramento del personaggio principale hanno una chance in più di essere recepiti e metabolizzati. Perché il realismo della narrazione non sempre potrebbe risultare piacevole: leggere questa storia è acquisire consapevolezza di una problematica spesso ignorata, è sentirsi raccontare una storia che dà brividi, non sempre di tenerezza.
2) “Joyland” di Stephen King
King, si sa, è il re del terrore e quando tocca a lui accompagnarci per mano in un romanzo è sempre bene premunirsi di ottima respirazione e di calma attorno: la suspance che è capace di intessere quest’individuo è pari solo alle atmosfere di cruda veridicità che riesce a inserire anche nel più fantasy dei suoi episodi letterari. Motivo per cui una volta acciuffato il fil rouge che lega “It” a “Mr Mercedes” la voglia di continuare per questa strada battuta è sempre più feroce. Ed è qui che subentra la mia seconda lettura consigliata, “Joyland”, la Terra della Gioia. Il romanzo è ambientato in un parco divertimenti in cui il giovane Devin Jones, nell’estate del 1973, decide di lavorare per mantenersi l’università e per dimenticare una storia d’amore che gli ha procurato più lividi che gioie. Siamo negli anni ’70 e il divertimento risiede in questo dettaglio: il Re dello spavento ci conduce in un passato che per la sua freschezza sembra ieri, in un costante equilibrio tra realtà e fantasia che non viene svelato se non nel finale inaspettato. Una regia di classe e mai noiosa, un perfetto compagno di tintarella.
3) “Il cornetto acustico” di Leonora Carrington
L’autrice in questione è stata un’indomabile donna piena di eccentricità, astro scintillante della letteratura inglese e della bellezza cosmica. Il romanzo in questione è un sesamo che conduce a un’esilarante storia fantascientifica, un imbuto gravitazionale in cui una trascurabile reclusione in un ospizio dà vita a un’avventurosa rivolta contro un personaggio spietato ed enigmatico, la Badessa che strizza l’occhio, e il mondo della segregazione. Una metafora che si serve di mille espedienti e che si veste di comicità e di satira, in un crescendo che prevederà ere glaciali, eserciti improbabili di api, lupi e vecchie, coinvolgendo persino la leggenda del Sacro Graal. Come un gavettone pieno di luce, il potenziale che questo libro ha per stupirvi è pari alle temperature che si stanno riversando sulle giornate di quest’estate. Leggetevelo per un sano e incomparabile viaggio psichedelico in un Paese dei Balocchi che non risparmierà l’incredulità di nessuno.
4) “Il coperchio del mare” di Banana Yoshimoto
La delicatezza delle onde che si rifrangono sulla carta non ha eguali e quando un autore si imbatte nella descrizione di questo miracolo di natura, la bellezza ha già preso il suo avvio con decisione. E’ lo scenario di questa prova di Banana Yoshimoto, voce ormai in voga anche presso di noi occidentali già dal brillante esordio con “Kitchen”. Protagonista di questa storia sottovoce è Mari, una giovane ragazza che dopo aver terminato gli studi nella capitale decide di tornare nel luogo natale per mettere a segno un’idea brillante: aprire un chiosco di granite fatte a mano con frutta del posto. A fare l’ingresso nella sua vita sarà Hajime, un altro volto femminile segnata da una terribile perdita e da ferite indelebili dovute ad un incendio, con la quale si instaurerà un rapporto sempre pi forte. La potenza di questo romanzo è la sofficità che la scrittrice giapponese impugna ancora una volta per ridipingere i bordi nerastri della malinconia che permea il paesaggio distrutto dall’urbanizzazione violenta del mondo, un gabbiano annerito dalle colate di inchiostro che non è più in grado di spiccare il volo. Una carezza all’animo che sulla sdraio avrebbe senz’altro la sua eco armoniosa.
5) “La linea d’ombra” di Joseph Conrad
So che starete abbozzando un sorriso: il Capitano è fissato per l’acqua e gira e rigira ci porta sempre lì e posso confessarvi che il 50% del vostro pensiero è esatto. Ma non l’altra metà e sapete perché? La risposta è in questo racconto, l’ultimo scritto da Conrad nel 1917. La vicenda si svolge a bordo di un’imbarcazione colpita da un misterioso incantesimo, svelato dalle parole profetiche di un amico che il protagonista riuscirà a ritrovare. La metafora poderosa della lotta alla vita si tinge di febbri tropicali e di afa, di imprevisti e di resistenze. Un viaggio che è impossibile non voler intraprendere da sdraiati, ancorati alla certezza che le avventure siano il salvagente della fantasia, in circolo insieme ai cavalloni e ai gavettoni. Conrad diverrà un amico contastorie che vi intratterrà come una pellicola del sabato sera, un caleidoscopio tra le mani per non annoiarsi mai.
6) “Tsunami”di Walter Dudley e di Min Lee
Chi mi segue sul Veliero sa del mio amore grande per i documentari, del mio incollare le pupille a un racconto che mi possa trasportare ovunque a mio piacimento. Figurarsi quindi se mi lascerei sfuggire la possibilità di consigliarvi un saggio d’approfondimento su questo fenomeno che mi ha sempre affascinato e impaurito. Il libro in questione riesce a coniugare la spiegazione del fenomeno con il reportage di testimonianze dei superstiti, dando il giusto ritmo alla lettura. Le dinamiche dell’acqua e della terra vi terranno compagnia anche come talismano, voi che siete a mollo o che state per tuffarvi, sarà un alleato contro la routine da spiaggia donandovi un po’ di immaginazione teatrale.
7) “Un’ombra fuggitiva di piacere” di Constantinos Kavafis
Kavafis è stato un poeta straordinario, una voce unica che ha saputo fotografare con le parole e toccare con i versi. Questa raccolta di poesie, anche grazie alla selezione fatta dal poeta Guido Ceronetti, lascia sbigottiti per la bellezza dei suoi disegni lessicali. I temi del piacere, della sensualità, dell’omosessualità sono stati importanti nella poetica di Kavafis e in questa raccolta spiccano le sue qualità migliori. Una coccola attorno al pareo.
Bene, cari lettori di InsideOut, se volete dire la vostra lasciate un commento qui sotto, grazie mille e… buon ferragosto!
Il Capitano




