Signore e signori lettori, io sono Michele e questo è il mio primo articolo per il blog di InsideOut.
Ho scelto di portarvi con me in viaggio perché adoro viaggiare. Nelle prossime settimane vi terrò compagnia raccontandovi dei luoghi affascinanti che ho potuto visitare, piccole storie che mi appartengono e che voglio condividere con voi, sperando che vi possano interessare.
Quest’anno, per il ponte di Capodanno, ho proposto alla mia famiglia di trascorrere qualche giorno nella grande Atene, un po’ perché ero rimasto estasiato dalle immagini dei fuochi d’artificio sul Partenone, un po’ per toccare la realtà greca, che non avevo ancora avuto occasione di vedere . Tutti associamo questa nazione al mare e al divertimento delle calde estati, eppure quando sono atterrato la sera del 31/12 un vento gelido scendeva dalle montagne, e nevicava!
Presa al volo la metropolitana, in circa mezz’ora ci troviamo in centro, che si snoda in tre principali quartieri. A sud ovest si trova Thissio, punto vitale della città, ricco di locali, negozi , bar e ristoranti che si arrampicano in viali pavimentati verso l’Acropoli, occhio vigile e costante che domina l’intero centro abitato. Procedendo verso nord troviamo il quartiere di Monastiraki e quello adiacente alla grande piazza del parlamento. Piazza Syntagma si riconosce per la grande scalinata e soprattutto dalla folla che assiste incuriosita al cambio della guardia: diversi buffi “euzones”, ovvero guardie presidenziali, eseguono una sorta di parata, con divisa, scarpe ferrate con pon pon e carabina a tracolla, per poi tornare immobili nelle loro torrette di guardia. Nel frattempo scende dal cielo ancora qualche fiocco e andiamo in cerca di un buon locale, ovviamente sempre con all’interno la musica tradizionale greca che ha creato in me una calda atmosfera familiare e allegra. Tra sirtaki, fisarmoniche e zampogne, vi assicuro che dopo cinque giorni o non la sopportate più o iniziate ad amarla! Fortunatamente, a me è piaciuta: il ritmo e il timbro così diversi dal resto del mondo mi hanno offerto una nuova impronta folkloristica!
Tra una ballata e l’altra, ho gustato la Mussaka, che è rimasto per me il miglior piatto greco su tutti quelli assaggiati (è uno sformato di melanzane, con pomodoro, ragù e formaggio), veramente delizioso. La mezzanotte è scoccata e, dall’imponente Partenone, veniamo abbagliati dagli spettacolari giochi pirotecnici! Nei giorni successivi le nuvole e il vento freddo proveniente dai monti han lasciato posto al sole che mi ha permesso di ammirare la quantità innumerevole di stili architettonici presenti. Templi greci con gli annessi affascinanti musei, che ho visitato da amante e da sognatore dell’arte greca classica antica; chiese bizantine e ortodosse, edifici moderni, fino ad arrivare alla povera e caotica periferia ricca di palazzine enormi. Queste sono state decorate nel tempo dagli street artists con un’impressionante moltitudine di graffiti. Io, di solito, odio i graffiti, ma forse qui ho iniziato ad apprezzarli un po’ di più, guardandoli non come arte da imbratto, ma di abbellimento e colore. Da scalare, senza dubbio, sono il monte dell’Acropoli con la bellissima zona pedonale, gustando caldarroste o pistacchi che ho trovato buonissimi, e il monte del Licabetto (in cima si trova una delle tante chiesette bizantine), e poi tutti sulla grande terrazza ad aspettare il sole che scavalca la distesa di case e cade nel mare, creando tramonti mozzafiato. Nei giorni successivi ho visitato diversi musei e le rovine della antica civiltà greca e, naturalmente, non è mancata la giornata al mare, direzione Pireo! Quest’altra città, distante una decina di km dal centro di Atene, ha un grande porto dove ogni giorno partono decine di traghetti e navi veloci per tutte le isole. Dall’altro lato del porto, seguendo la costa, si trovano bellissime spiagge, sia con sabbia che con roccia. Tra mare, ricordi di divinità greche ed episodi omerici, mi era tornata la voglia di leggere le gesta del pelide Achille e la grande Odissea, che reputo opera somma. Con la mente persa tra le avventure di Ulisse, io e la mia famiglia mangiamo la nostra ultima cena ellenica della vacanza. Cibi semplici: carne arrostita, frutti della terra, denotano comunque la povertà che in questi tempi sta martoriando il popolo greco, che in realtà è una mescolanza di razze ed etnie piuttosto variegate (dal ceppo europeo a quello arabo e asiatico). Insomma, Atene oltre ad essere una città multistilistica è anche una delle più multirazziali che abbia mai visitato, questo crea un po’ di caos cittadino che viene smorzato subito dal ricordo e dalla grandezza dei monumenti della Grecia Antica. Il tempo di prendere qualche souvenir in uno dei tanti negozietti che si snodano tra le viuzze del centro, e via! Valigia in mano, nuova playlist greca per iTunes, andiamo in aeroporto: direzione Roma, poi Milano, fino a casa. Partito allegro e desideroso di passare un buon capodanno sono tornato soddisfatto, soprattutto per aver conosciuto la fierezza di un popolo che, ben al di là della situazione politica, cerca di rialzarsi: chi con il proprio locale, chi col proprio negozio e chi dal proprio cartone al lato della strada, rimanendo persone generose, aperte e solari. Persone autentiche, semplici. Questo viaggetto fuori porta mi ha permesso un’altra volta di aprire la mente a nuovi orizzonti e respirare a pieni polmoni un’aria ben diversa da quella della dinamica, industriale e attiva Lombardia. E voi cosa aspettate a visitare la patria di Zeus? Lasciatevi travolgere da questa variopinta città!
