LOST IN THE SERIES (5)_ BREAKING BAD by Elia Paghera

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Ci sono storie che ti rimangono impresse, storie che ti segnano, storie che incidono sulla tua vita, storie che sebbene siano distanti da te e dalla tua routine ti colpiscono a tal punto da coinvolgerti emotivamente. Credi di conoscere personalmente i personaggi di queste storie, ti affezioni a loro, vorresti aiutarli o vorresti essere giudice delle loro azioni, vorresti non perderli mai e continuare a passare del tempo con loro, e nel momento in cui la storia finisce è come se una parte di te ti salutasse e dicesse: ”Grazie di tutto!”.
Breaking Bad”  è una storia che stabilisce un legame con te, un legame chimico che saprai apprezzare proprio grazie ai suoi personaggi.
Walter White (interpretato da Bryan Cranston) è un professore di chimica che per mantenere la famiglia fa due lavori, un uomo la cui vita non ha assolutamente niente di speciale, un uomo come tanti che da un giorno all’altro si ritrova a combattere qualcosa più forte di lui: il cancro. Il cancro è qualcosa che ti divora dall’interno e che si espande, privandoti di tutto, trasformandoti in qualcosa di diverso. Il cancro è la morte che prende forma. Conoscendo perfettamente la chimica, White decide, una volta incontrato un suo ex-alunno, Jesse Pinkman (Aaron Paul) durante una sommossa della DEA (organizzazione anti-droga), di cucinare metanfetamina per lasciare in eredità alla sua povera famiglia denaro per vivere.
Trailer 1^stagione per farvi un idea :


“Lottare contro il cancro” e “produrre metanfetamina” saranno le due ossessioni capaci di dare vita a un nuovo Mr.White. La trasformazione è totale, White diventa prima un bugiardo e poi il male si impossessa di lui. Il suo comportamento andrà
al di là della pura e semplice necessità di cavarsela, o anche dell’avidità, Mr. White, episodio dopo episodio, diventa egli stesso, metaforicamente parlando, un drogato. La sua condizione di cuoco di metanfetamina  gli dà la possibilità di fare ciò che, forse, ha sempre voluto: dare un senso alla propria esistenza, sentirsi vivo soprattutto ora che la morte è sempre più vicina.

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IL CAST

Qui Vince Gilligan (regista) focalizza la sua attenzione fin dall’inizio. Dai primi episodi, dove vediamo la modesta famiglia di Walter vivere una vita relativamente tranquilla (la moglie Skyler (Anna Gunn ) e il figlio Walter jr – con distrubi mentali e problemi alle gambe, interpretato da RJ Mitte ) trascorrono le giornate serenamente, agli episodi che si susseguono con un cambiamento graduale e di forte impatto nello sviluppo della trama. Hank (Dean Norris), cognato di Walter nonché agente delle DEA, sicuro del suo lavoro incomberà in situazioni sempre più pericolose che incideranno moltissimo sulla sua personalità. Jesse Pinkman – aiutante e ex-alunno di Walter, da semplice ragazzotto di strada, diventerà sempre più responsabile della sua vita, commettendo diversi errori che lo formano e caratterizzano. Gli avversari di Walter (in arte Heisenberg) tra cui Gustavo Fring, (re della droga e personaggio perfetto interpretato in modo perfetto da Giancarlo Esposito) e Mike, killer al servizio di Gus. C’è tempo per approfondire persino i personaggi minori, c’è tempo per ridere grazie all’avvocato Saul Goodman (Bob Odenkirk), per commuoversi con scene estremamente drammatiche, per esaltarsi con colpi di genio e frasi ad effetto mai banali. E allora si salta sulla sedia per un “I’m the danger” o un “Say my name“, ci si alza dalla poltrona urlando quando ti ammazzano il personaggio preferito o ti scappano parole forti quando quello che non ti aspettavi, immancabilmente, succede.
Solo un cast eccezionale poteva far sì che i tratti psicologici potessero cambiare in maniera così realistica: Bryan Cranston, Aaron Paul – i due protagonisti della serie, nonché vincitori di ben 6 Emmy Award come Miglior Attore Protagonista e 3 Emmy Awards per Miglior Attore Non Protagonista, innalzano certamente il livello della serie. Due personaggi legati da un rapporto quasi paterno, che li dividerà e li unirà, portandoti ad amarli e odiarli. Ecco un piccolo assaggio :

 

CONCLUSIONE
Tutto funziona in “Breaking Bad”. Tutto è perfetto: i dialoghi, la sceneggiatura, gli attori, le musiche, la regia.
Questa è l’intervista al creatore Vince Gilligan:


Breaking Bad” non è una semplice Serie TV di consumo e chi vi partecipa non è stato messo lì per caso. E quando il finale arriva, che ti esalti oppure no, capisci benissimo di aver assistito a un capolavoro e si rimane impietriti chiedendosi cosa ne sarà adesso della propria vita, dove e come trovare qualcosa che almeno si avvicini a una delle migliori Serie TV di tutti i tempi (
Guinness World Records l’ha nominata la serie con la più alta valutazione di tutti i tempi, citando la quinta stagione con il punteggio di 99/100 secondo Metacritic). Ha vinto numerosi premi, tra cui : sedici Emmy Award, otto Satellite Award, dodici Saturn Award, sei WGA Award, due Golden Globe e tanti altri ). Perché di questo si tratta, quando parliamo di “Breaking Bad”. Perché di cose come questa sarebbe meglio non parlare e abbandonarsi semplicemente alla sua visione.

Anzi, se non l’avete ancora vista fatelo subito, che siate appassionati o no del genere, perché ne vale davvero la pena. Credetemi sulla parola, e vedrete che potrete anche voi come me, con le lacrime agli occhi guardare i titoli di coda dell’ultimo episodio dicendo:  “Grazie di tutto!”.

BB2Dove posso guardare Breaking Bad?
-Se avete un account NETFLIX : https://www.netflix.com/it/title/70143836
-Amazon Serie Completa : http://www.amazon.it/Breaking-Bad-Serie-Completa-Dvd/dp/B00HJTC7PG
-Amazon 1^ stagione : http://www.amazon.it/Breaking-Bad-Stagione-01-Dvd/dp/B004FY0E7G

 

LOST IN THE SERIES (4)_ GREY’S ANATOMY by Sara Smith

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Chi, almeno una volta, non ha sognato Mc Dreamy? Forse Mc Steamy? “Grey’s Anatomy” è una serie così detta chick show, ovvero per ragazze, che è uscita in Italia nel 2005 in esclusiva su FoxLife.

Come da copione, con me ha colpito nel segno. Non serve un stomaco troppo saldo e non serve uno schema per seguire i vari innamoramenti come in altre serie secolari. Inoltre, se l’ambito medico non vi disgusta o addirittura vi interessa, anche questo aspetto, con i vari casi chirurgici, ha un notevole spazio benché la critica ne sottolinei la superficialità. La trama e le vicende dei protagonisti sono il vero scalpello in sala operatoria: a partire da Meredith (Ellen Pompeo) – giovane tirocinante follemente innamorata di Mc Dreamy, Derick (Patrick Dempsey) – uno dei migliori neurochirurghi degli Stati Uniti che pur contraccambiando è sposato con Addison (Kate Walsh) – altro chirurgo che poi finirà a sua volta per innamorarsi e tradire suo marito con Sloan (Eric Dane) – il ben noto Mc Steamy.
Vi gira già la testa? A spiegarlo sembra molto più complicato di quello che in realtà è, ma il tutto tratta principalmente dei vari innamoramenti tra i medici di Seattle del Grace Hospital poi chiamato Grey-Sloan Memorial Hospital e vi lascio la sorpresa del perché.

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A sorvegliare tutto questo abbiamo Webber (James Pickens) – il capo reparto di chirurgia e Bailey (Chandra Wilson) che ha il compito di seguire i tirocinanti nel loro percorso medico, ma a cui tocca invece sorvegliare e porre freno alle diverse distrazioni amorose (alquanto frequenti).

Questa serie ha letteralmente spopolato, ha battuto i record di E.R. Medici in prima linea” e addirittura di Dr. House”. Perché?
Non avrà ricevuto 8 nominations per i Golden Globe come House, non avrà vinto 22 Emmy come E.R.,  ha vinto però 3 Golden Globe, 4 Emmy, 6 People’s Choice e ben 15 NAACP Image Award, ovvero un riconoscimento americano per il lavoro svolto da persone di colore nell’ambito dello spettacolo e spesso assimilato per importanza al Grammy o all’Oscar. Pensate che nella classifica del 2012 del IMDb (internet movie database), che si basa sui punteggi assegnati dagli utenti, e quindi dai telespettatori, si è posizionata al terzo posto.
Al di là dei riconoscimenti, la serie è veramente intrigante e per quanto bombe, aerei e annegamenti sembrino centrare poco con le vicende di un ospedale, Grey’s Anatomy riesce a farci stare tutto: l’aspetto medico, il rapporto con i pazienti, gli intrecci amorosi, fino alle catastrofi e non solo naturali.
In realtà, non sono mai stata un’appassionata delle serie TV, una di quelle che stava sul ciglio del divano alle due di notte perché doveva vedere come andava a finire. Ho sempre pensato che chi guardava le serie TV avesse parecchio tempo da perdere e poca vita reale da vivere. Tuttavia, devo ammetterlo: Grey’s Anatomy mi ha convertita. Sia chiaro, anche adesso non mi trovate alle due di notte sul ciglio del divano e ho comunque e sempre troppo poco tempo da perdere, però le vicende di Meredith mi intrattengono, mi permettono di spegnere un po’ il cervello e non pensare al tran-tran quotidiano.

In fondo, a cosa servono le serie TV, se non a questo?
Dunque vi consiglio di guastarvi un po’ di eye candy, un po’ di intrallazzi amorosi e dei cliffhangers davvero incerdibili con Grey’s Anatomy!