JOVANOTTI LIVE in MONTICHIARI (by MICHELE)

jovanotti

12 Dicembre, ore 21:30 precise.

Le luci si spengono, la band sale sul palco e Jovanotti inizia il suo concerto, che sicuramente è da inserire nella lista dei migliori ai quali ho assistito. Sulle note di “E non hai visto ancora niente” il Pala George di Montichiari si infiamma e non azzarda a spegnersi fino a un minuto prima di mezzanotte. Due ore e mezza di concerto che ha permesso di mettere in luce non solo la professionalità di Lorenzo Cherubini, ma anche le sue doti artistiche. Uno spettacolo emozionante per i temi portati in scena (l’amore, la famiglia, il rispetto reciproco e per le varie culture), ma anche per le ingegnose scenografie con luci, video e un intero palco sul quale scorrevano immagini e disegni.
jova_cover_itunesAvendo già organizzato quest’estate un altro tour, “Lorenzo negli stadi”, per la promozione del suo ultimo album “Lorenzo 2015 cc”, mi aspettavo per questa serie di show invernali  “Lorenzo nei palazzi dello sport” una versione ridotta del precedente spettacolo. Invece è riuscito a sorprendermi presentando una scaletta completamente diversa, che alterna le ultime hit ai suoi pezzi classici (“Bella”, “Gente della notte”, “Ragazzo fortunato” etc), nuove scenografie e visual art. Per tutta la durata del concerto Jovanotti ha mantenuto un rapporto stretto col pubblico, mostrando Lorenzo che vive dietro l’immagine dell’artista. Ha confessato lui stesso l’importanza che aveva lo show di Montichiari, essendo infatti il primo spettacolo di questo nuovo tour al quale assistevano la moglie e la figlia (alla quale ha fatto gli auguri di compleanno alla fine del live).

Dall’inizio alla fine dello show la tensione non è mai andata diminuendo: si è passati dal potente pop malinconico del grande successo “Sabato”, alla psichedelica “Tensione evolutiva”, alla tribale “L’ombelico nel mondo”, fino alle ballate emozionanti come “A te” o “La terra degli uomini” nelle quali il pubblico ha alzato al cielo gli accendini e le torce dei cellulari.
Lorenzo ha sorpreso tutti quando ha portato sulla scena “Una tribù che balla” e “[Tanto]³” accompagnandosi da una loop station a forma di diamante che rifletteva le luci colorate del palco creando meravigliosi effetti ottici, oppure quando è uscito correndo dal palco per riapparire pochi secondi dopo tra il pubblico, esibendosi da una piattaforma da dj direttamente nel centro della folla.
È stato uno spettacolo entusiasmante in ogni suo singolo istante e proprio per l’enfasi vissuta attraverso ogni canzone pareva non finire mai. Ma proprio mai. Nell’ultima ora del concerto ogni brano mi sembrava la conclusione perfetta per la serata, ma ad ogni pezzo terminato ne seguiva subito un altro. E quando finalmente siamo arrivati agli ultimi accordi di “Ti porto via con me” e Jovanotti e la sua band hanno salutato per l’ultimissima volta il pubblico bresciano, gli spalti non hanno smesso di tremare e le voci dell’audience non si sono spente. Continuavano infatti i cori anche dopo la chiusura del concerto; questo dice tutto.

foto-di-jovanottiAvevo già assistito ad un concerto di Jovanotti, nel 2013, nell’immenso stadio San Siro, ma in quell’occasione avevo visto lo spettacolo da una delle tribune più alte. Questa volta lo show l’ho vissuto in pieno, in mezzo alla folla esultante a due passi dal palco, dove ci si sente tutti parte dello stesso mondo, dello stesso spettacolo. Ho quindi paradossalmente preferito il “piccolo” show di Montichiari rispetto al mastodontico concerto di Milano.
Mi sento veramente vicino a questo artista, non solo perché è l’unico ascoltato da tutta la mia famiglia (e che con i quali posso quindi condividere la mia passione), ma anche perché trovo le sue canzoni molto poetiche e molto dirette. Non utilizza un linguaggio forbito: la sua è una poesia semplice, che tutti sono in grado di comprendere.
Spero che possa continuare a regalarci nuove canzoni e nuove emozioni per molto tempo ancora e di riuscire ancora una volta a provare la bellissima esperienza di sentirlo live e rivivere quello che a Montichiari ha saputo donare a tutti noi.

Da Michele per ora è tutto, ciao e alla prossima!