Hai appena finito di cenare, ci vorrebbe proprio un bel dolce e, il caso vuole, che tu abbia passato l’intera mattinata a cucinare la tua cheescake preferita che ora, dopo più di cinque ore in frigorifero, è pronta per essere divorata. Vai in cucina, apri il frigo, prendi la cheescake e ti accorgi che è rimasta liquida.
Ecco, quella che provi in questo momento è la rabbia, o meglio l’ira, uno dei sentimenti, statisticamente parlando, che viene provato con più frequenza rispetto agli altri.
Il perché è facile da intuire: il mondo va sempre più veloce, così veloce che quasi non riusciamo a tenere il passo, e già questo ci fa girare un po’ i cosiddetti, ma la cosa che veramente ci fa gonfiare la vena sul collo è quando qualcosa, durante la nostra corsa, si intoppa, ci rallenta, e perdiamo posizioni su posizioni.
In realtà, non esiste un solo tipo di rabbia bensì tre: la prima è una rabbia occasionale – che si verifica quando ci sentiamo attaccati (in questo caso la rabbia cerca di sopprimere la paura che proviamo, una specie di fusione dove causa ed effetto si uniscono in una sola emozione che non si lascia ben analizzare); la seconda è la rabbia che molti chiamano costante – la costanza non risiede nell’emozione in sé, ma nella sensazione di essere oppresso da chiunque, portandoci a sbottare senza (spesso) una vera e propria provocazione: la terza e ultima, per fortuna, è l’ira innata – ovvero parte integrante del nostro istinto, sin dalla nascita (i portatori di questa rabbia nutrono una costante diffidenza verso le persone, oltre all’aggressività dimostrata in caso vengano provocate – no, non sono frasi prese da un documentario sui predatori della savana).
Ovviamente, nulla esiste per caso e la rabbia non fa eccezione. Infatti, è solo grazie a questo sentimento che possiamo dare sfoggio del nostro acuto spirito critico accorgendoci degli errori commessi, da noi e dagli altri, per cercare di correggerli.
Insomma, l’ira è come un filtro che ci aiuta a captare e correggere le negatività per eliminarle quanto e quando possibile. Inoltre, la rabbia è la più importante valvola di sfogo che possa esistere! Già, immaginate di essere un pugile che scarica la tensione sul sacco da boxe: voi siete quel pugile, il sacco è l’oggetto o la persona che vi hanno fatto innervosire e la rabbia è l’energia che ti permette di scagliare i pugni (gli urli o gli insulti nel vostro caso, non vogliamo di certo far male a qualcuno!).
Ecco, ora posate sul tavolo quell’obbrobrio che dovrebbe essere una cheescake, urlategli addosso e scagliate i vostri pugni al gusto di rabbia. Una volta calmi, la rabbia residua vi porterà ad annotarvi gli errori, in modo da poter preparare un’ottima cheescake la prossima volta.
